“Parliamone…”

Aspettative e desideri dei giovani di Santa Teresa Gallura. I risultati di cinque anni di indagini, compiute dal 1997 ad oggi, hanno delineato un quadro preciso. Le statistiche si riferiscono a un campione di 101 unità. Il 78% degli alunni intervistati, di età compresa tra i 14 e i 19 anni, abita in paese e considera Santa Teresa come “un luogo da cui andare via”, solo il 10%, infatti, si sente teresino. Non è un caso dunque se l’8d3% degli studenti abbandona la scuola. I giovani si confrontano e dialogano sulle problematiche con gli amici e prediligono il rapporto con la mamma; c’è anche chi non ne parla affatto e questo è l’elemento più preoccupante. La piazza è il punto di ritrovo. Le strutture sportive appaiono mediamente soddisfacenti, mentre sia le associazioni che le opportunità di svago sono considerate negativamente. Il 59% pratica attività sportive, al primo posto figura il calcio, tra gli ultimi windsurf e vela (altro dato su cui riflettere). Il 97% degli intervistati preferisce guardare la tv anziché leggere un libro, davanti al piccolo schermo trascorre anche quattro ore. I programmi preferiti? Musica, film e reality. Quasi tutti amano ascoltare la musica, suonano in pochi ma in molti vorrebbero imparare a farlo. Vanno raramente al cinema e non mostrano alcun interesse per il teatro.
I risultati sono stati illustrati dalla professoressa Graziella Moncelsi, della locale sezione della L.N.I. che ha collaborato all’iniziativa di concerto con l’assessorato ai servizi sociali del comune, all’informagiovani e all’associazione di fotografia f/64. Le aspirazioni e le richieste dei giovani teresini sono pressoché identiche a quelle di una decina d’anni fa. Nel 1997 vennero elaborati due questionari “Un mondo da esplorare” e “Il mio paese, idee e proposte” dell’associazione “Il Fulcro”. Nel 2003 le richieste del mondo giovanile e non solo risultarono dal progetto di “Agenda 21″. Le iniziative portate avanti quest’anno dall’associazione di fotografia f/64 e dall’amminsitrazione comunale hanno consentito di delineare un quadro ben preciso. Peccato che all’incontro al palazzetto dello sport abbiano partecipato pochi giovani, l’iniziativa, infatti, è servita per far conoscere loro le associazioni presenti sul territorio e soprattutto per illustrare le attività dell’informagiovani.
Il servizio andato in onda su Cinquestelle Sardegna
bisognerebbe fare in modo di stimolare la curiostà dei giovani e del mondo che li circonda attraverso canali che divertono come lo sport…ma non quello dei centri di fitness in cui si rimane chiusi in 4 mura cercando di metter su muscoli! I gruppi sportivi che vanno in trasferta, i gemellaggi con altre nazioni, i viaggi scolastici ancora meglio…
Andrea
chi lascia intendere le cose non cambierà mai…il concetto espresso dal post è vecchio come il cucco,nel senso che se l’amministrazione non mette le risorse e piu buon senso non si farà mai nulla.ecco il buon senso può aprire molte porte ..ma a volte x qualche occulto interesse non lo si ascolta…e tutto rimane immobile invece di progredire.
Andrea, è vero, stimolare la curiosità dei giovani e del mondo che li circonda attraverso canali che divertono come lo sport è importante. Il fatto è che poi, a volte, risultano “sordi” alle chiamate di quelle associazioni presenti sul territorio che si prodigano per realizzare, assieme a loro, manifestazioni concepite su misura. Sono indispensabili: il confronto con il mondo giovanile, un lavoro di sinergia tra più parti (enti pubblici compresi), l’invito a collaborare attivamente assieme ai ragazzi per creare iniziative e mettere a loro disposizione spazi entro i quali possano esprimere al meglio le loro potenzialità, sia che si tratti di attività sportive che culturali e via dicendo. Ottimo anche il suggerimento di trasferte, gemellaggi, viaggi scolastici, ecc. Ma prima è necessario che proprio i giovani inizino a formare solidi gruppi nei diversi settori. Un utile strumento in tal senso è rappresentato dall’Informagiovani, che fa da tramite tra i giovani e il comune, che ha già messo a loro disposizione delle strutture dove incontrarsi e a breve si doterà di strutture come una sala multimediale. Un’ultima considerazione. Oltre agli sport da effettuarsi all’aria aperta ben vengano anche quelle attività legate ai centri di fitness; oltre ai cosiddetti “palestrati” (le loro preferenze vanno comunque rispettate) rimanere chiusi in quattro mura, d’inverno, significa anche, ad esempio, scaricare la tensione accumulata durante le ore lavorative…
Lucy, il buon senso apre sempre molte porte!! Dialogare è però fondamentale. I giovani non possono dunque puntare solo il dito contro le amministrazioni pubbliche, colpevoli secondo loro di non mettere a disposizione risorse e buon senso. Prima dovrebbero proporre progetti interessanti ed essere disponibili ad attuarli in prima persona, poi eventualmente arrabbiarsi e far sentire la loro voce se la controparte risulterà sorda alle loro richieste. Ci chiediamo: Perché ad ogni incontro pubblico i ragazzi non si presentano in massa per conoscere ciò che succede nel paese? Oppure per presentare le loro istanze quando ci sono manifestazioni dedicate proprio ad essi? D’altro canto, e ti diamo ragione, c’è anche da dire che non sempre le pubbliche amministrazioni riescono a coinvolgere i giovani…
[...] Nell’ incontro pubblico “Parliamone…” al palazzetto dello sport di Santa Teresa ho seguito i risultati di una ricerca sulle aspettative e i desideri dei giovani del centro gallurese. I risultati di cinque anni di indagini, compiute dal 1997 ad oggi, hanno delineato un quadro preciso. Le statistiche si riferiscono a un campione di 101 unità. Il 78% degli alunni intervistati, di età compresa tra i 14 e i 19 anni, abita in paese e considera Santa Teresa come “un luogo da cui andare via”, solo il 10%, infatti, si sente teresino. Per conoscere nel dettaglio ciò che è emerso vi invito a leggere quanto riportato a questo link [...]